
Una sera un mio amico che si diletta di fotografia, invitato a cena, mostrò alcune foto che aveva portato con sé. La padrona di casa guardandole esclamò “Bellissime, deve avere una macchina fotografica eccellente”. Al momento di andare via il mio amico rivolto alla padrona disse “Ottima cena, Lei deve avere pentole di buona qualità (Simon Ivan).
Una piccola storia che evidenzia quanto sia difficile dare il giusto merito e valore a coloro che fanno le cose e non alle cose!
Questo atteggiamento a volte lo si ritrova nel mondo del lavoro, dove frequentemente si attribuisce grande merito a strumenti tecnologici che consentono di ottenere grandi risultati, sottovalutando il contributo fattivo e propositivo di coloro che hanno lavorato con impegno.
Una valutazione che è di fondamentale importanza non trascurare, in un’era dove la tecnologia può migliorare la qualità del risultato, ma è comunque il contributo unico delle persone che ne determina il successo.
Sul lavoro, come nella vita, viene frequentemente chiesto di dare il massimo per il raggiungimento di obiettivi sempre più sfidanti.
Nelle organizzazioni si attribuiscono responsabilità e si cercano nelle persone le caratteristiche per diventare futuri leader e manager capaci di far fare un salto di qualità alle aziende.
Poi ci si perde e si dimentica di attribuire alle persone il giusto merito per un successo, dando per scontato che quel risultato sia il frutto del talento e della bravura di coloro che hanno contribuito a portarli all’interno dell’azienda.
Spesso si va ai convegni e si parla di tecniche per motivare i collaboratori che non si sentono coinvolti nelle organizzazioni, cercando di trovare delle spiegazioni e degli strumenti per risolvere questo problema.
Un primo importante passo potrebbe essere quello di dare il giusto valore al contributo delle persone quando raggiungono obiettivi importanti, anche con il supporto di tecnologie che ne agevolano la realizzazione, riconoscendone il successo e portandolo a conoscenza come esempio virtuoso di impegno, tenacia e competenza.
Guardare a quanto si è bravi a fotografare.
La motivazione è data dalle piccole cose e di questo sono fermamente convinto, consapevole inoltre che le eccellenze, di qualsiasi tipo esse siano in una organizzazione, non devono essere una rarità ma un’abitudine.
Contribuire a dare valore al lavoro delle persone, consente di rafforzare il ruolo che essi ricoprono in azienda attribuendo loro il successo di un’operazione o semplicemente di un lavoro ben fatto.
Abituiamoci, noi che come lavoro abbiamo la responsabilità di affrontare quotidianamente questi temi, a mettere al centro del nostro interesse il ruolo delle persone ed il prezioso contributo che ognuno è in grado di poter dare.
Il successo di un’organizzazione è determinato dall’impegno, dal bagaglio di competenze e conoscenze che ognuno mette a disposizione, ma sono motivazione e coinvolgimento che rendono il risultato anche un successo delle stesse persone.
Essere bravi fotografi, cuochi o professionisti è frutto di competenze, conoscenze ma anche visione e passione e non è il supporto di uno strumento eccezionale a rendere il risultato un sicuro successo!
