lunedì, Novembre 2, 2026
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Banda ultralarga cercasi disperatamente

Banda Ultralarga

La disponibilità di banda ultralarga su tutto il territorio nazionale. E’ questa la grande sfida che viene posta dalla crescita esponenziale della domanda di servizi digitali registrata nel 2020. La pandemia e i prolungati periodi di permanenza forzata nelle abitazioni ci hanno dato un messaggio chiaro: come avremmo fatto a lavorare o a parlarci senza Skype o Zoom o la miriade di altre piattaforme che abbiamo imparato a conoscere? A condividere documenti senza i vari Dropbox, Onedrive o Gdrive? Come avremmo passato le lunghe serate o i weekend senza Netflix, Playstation, Spotify? E gli acquisti online? E la gestione dei conti correnti?

L’elenco potrebbe essere molto lungo e alcuni servizi digitali sono fortemente “data intensive”, richiedono cioè molta banda per poter funzionare adeguatamente. Il consumo medio di banda ha subito un impressionante + 40% durante il primo lockdown. “Non ti sento! Non ti vedo!” … sono probabilmente le espressioni più comuni del 2020. Quello che emerge chiaramente è che la “nuova normalità” richiederà una connessione sempre migliore e la risoluzione del problema del cosiddetto digital divide (divario tra coloro tra possono usufruire di tecnologie e servizi digitali e coloro che ne sono tagliati fuori) è salito prepotentemente di priorità nell’agenda di tutti i Paesi.

Accessibilità ai servizi digitali

Sulla accessibilità ai servizi digitali incidono fattori di tipo economico, il grado di alfabetizzazione digitale, ma soprattutto un problema infrastrutturale: ampie zone del Paese non dispongono ancora di un collegamento a banda ultralarga (velocità di connessione effettiva in download di almeno 30 Mbit/s). La Commissione Europea ha fornito una classificazione del territorio per misurare il livello di investimenti privati nelle reti a banda ultralarga (UBB), dividendolo in tre aree in base all’investimento degli operatori di rete nel successivo triennio:

  1. Aree nere: presenza di almeno due reti UBB di operatori diversi
  2. Aree grigie: presenza di un unico operatore di rete (quindi in assenza di concorrenza)
  3. Aree bianche: nessuna previsione di investimento. Sono le zone cosiddette “a fallimento di mercato” perché non si vede un ritorno economico dagli investimenti rispetto al numero di utenti che poi aderiranno al servizio (sono soprattutto le zone rurali o montane)

La mappatura del territorio italiano fatta da Infratel a fine 2019 ha evidenziato come il 17,7% dei numeri civici italiani sia ancora in area bianca, sicuramente una percentuale altissima considerando quanti sono i servizi che vengono preclusi in questa condizione, amplificata all’ennesima potenza dall’inizio della pandemia (vedi la scuola, lo smartworking ecc.).

Tecnologie attuali di accesso alla banda ultralarga

La buona notizia è che in pochi anni la previsione è di arrivare quasi ad azzerare le zone bianche grazie ad investimenti di operatori privati e pubblici. Gli investimenti pubblici rientrano nel Piano “Strategia italiana per la banda ultralarga” lanciato dallo Stato nel 2015, per intervenire nelle zone bianche e grigie. Attualmente le tecnologie di accesso alla banda ultralarga UBB più note sono le cosiddette FTTx:

  • FTTC / FTTS = Fiber To The Cabinet / Street, dette anche Fibra Misto Rame, sono quelle dove la fibra arriva in strada e l’ultimo miglio che arriva all’abitazione è in rame.
  • FTTB = Fiber To The Building, dove la fibra arriva nel palazzo e il collegamento verticale all’abitazione è in rame.
  • FTTH = Fiber To The Home, dove la fibra arriva in appartamento.

Il futuro della banda ultralarga: FWA e 5G, coppia vincente

Ma per coprire le aree bianche, quella che darà un maggior contributo sarà la tecnologia FWA (Fixed Wireless Access) che ha il grande vantaggio di raggiungere le abitazioni tramite onde radio e non richiede quindi un cablaggio, che comporta uno scavo per alloggiare i cavi. E’ considerata una tecnologia UBB perché garantisce alta velocità, utilizzando però un sistema ibrido per i collegamenti: una parte via cavo e una parte senza fili (wireless). Come funziona? La fibra ottica arriva fino alla stazione radio base (detta BTS), la quale emette un segnale radio che raggiunge un’antenna ricevente che distribuirà il segnale nelle abitazioni degli utenti.

I vantaggi principali dell’FWA nell’espansione territoriale sono i costi bassi (si eliminano quelli di scavatura e di manutenzione degli apparati) e i tempi di realizzazione, che sono nettamente inferiori rispetto alle tecnologie FTTx. L’avvento del 5G darà un grandissimo impulso all’espansione di questa tecnologia, portando in dote una grande velocità, una bassissima latenza (il tempo di attesa) ed un’elevata affidabilità, caratteristiche che ne decreteranno il successo anche nel settore Mobile e per lo sviluppo di ulteriori applicazioni adesso in uno stadio ancora embrionale (IoT, Realtà aumentata, robotica in ambito sanitario per citarne solo alcuni).

In conclusione, l’offerta si sta organizzando e nel prossimo futuro sarà in grado di dare risposte concrete all’aumento impressionante della domanda di servizi digitali. Tutto lascia pensare che siamo di fronte ad un trend irreversibile, con un impatto in parte già evidente ed in parte ancora da esplorare sulla vita delle singole persone ed anche sulle strategie delle imprese.

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